MIVILUDIl’agenzia governativa francese incaricata di monitorare le cosiddette “deviazioni settarie”, ha recentemente pubblicato il suo ultimo rapporto, che copre gli anni dal 2021 al 2024. Mentre afferma di proteggere il pubblico da pratiche dannose, il rapporto solleva una domanda preoccupante: quando la vigilanza oltrepassa il limite della discriminazione religiosa? E cosa succede alla neutralità dello Stato quando i fatti vengono sostituiti da narrazioni distorte?
Tra gli obiettivi ricorrenti dell’agenzia ci sono i Testimoni di Geova, un movimento cristiano che conta circa 140.000 membri in Francia. Sebbene siano legalmente riconosciuti come religione sia dai tribunali francesi che da quelli europei, e abbiano vinto diverse battaglie legali contro lo stato francese, i Testimoni rimangono spesso al centro dei sospetti di MIVILUDES. Su quali basi? E a quale costo per l’integrità dell’informazione pubblica?
Una condanna imbarazzante… opportunamente ignorata
Proprio l’anno scorso, un tribunale francese lo ha stabilito MIVILUDES colpevole di diffamazione contro i Testimoni di Geova, stabilendo che il suo precedente rapporto aveva fatto affermazioni false e infondate. Il giudizio è stato chiaro: le accuse erano infondate e l’organizzazione aveva smentito in tribunale. È stata una sentenza storica e un raro rimprovero nei confronti di un ente governativo.
Eppure, nel suo nuovo rapporto 2021-2024, MIVILUDES non fa menzione di questa convinzione. Nessuna correzione, nessun riconoscimento dell’errore, nessuna espressione di responsabilità. Questo silenzio la dice lunga. Quando un’agenzia statale cancella la propria sconfitta legale, non segnala trasparenza, ma una cultura di impunità istituzionale, soprattutto quando l’obiettivo è una minoranza religiosa impopolare.
Sospetto senza sostanza
Nel suo ultimo rapporto, MIVILUDES continua la sua offensiva, questa volta concentrandosi sulla pratica della disassociazione dei Testimoni di Geova. Ma questa forma religiosa di scomunica è tutt’altro che unica: è praticata in una forma o nell’altra da molte fedi, tra cui cattolicesimo, ebraismo e islam.
Invece di presentare solide analisi giuridiche o sociologiche, MIVILUDES si affida a testimonianze anonime e non verificabili. Questi resoconti non sono né contestualizzati né corroborati da decisioni giudiziarie. L’agenzia si rifiuta addirittura di divulgarli in qualsiasi forma, invocando la riservatezza. Pertanto, le voci diventano prove e le insinuazioni sostituiscono l’obiettività.
Citazioni selettive e riferimenti legali fuorvianti
Per giustificare la sua rappresentazione del gruppo come dannoso, l’agenzia sceglie le sentenze dei tribunali stranieri, spesso citandole fuori contesto o omettendo aggiornamenti critici.
Prendiamo ad esempio la Norvegia. La MIVILUDES sostiene che lì i Testimoni di Geova hanno perso il loro status religioso a causa della loro politica di evitamento. Si omette di menzionare che nel marzo 2025 la Corte d’appello di Borgarting ha annullato questa decisione. La corte ha stabilito che la revoca dello status giuridico del gruppo viola la libertà religiosa e ha concesso il risarcimento dei danni. Ciò è stato ampiamente salutato come una vittoria per i diritti religiosi in Scandinavia.
Allo stesso modo, il rapporto fa riferimento alla decisione di un tribunale spagnolo di sostenere che definire i Testimoni una “setta distruttiva” è legittimo. In realtà, la sentenza ha semplicemente affermato che tale linguaggio rientra nei limiti della libertà di parola, ma non ha confermato la verità di tale affermazione.
Ancora più significativo, MIVILUDES omette completamente altre sentenze importanti, come una decisione del 2022 in Belgio che ha assolto completamente i Testimoni di Geova dalle accuse di discriminazione. La Corte d’appello belga ha concluso che la pratica della disassociazione era tutelata dalla libertà religiosa. Questo verdetto è stato successivamente confermato dalla più alta corte del paese, ma nel rapporto francese non appare una parola al riguardo.
Una crociata secolare?
Questo rapporto, come altri precedenti, rivela un problema più profondo: un organismo ufficiale sembra prendere di mira selettivamente determinate fedi, filtrare le prove e modellare le narrazioni per adattarle a un’agenda ideologica. Invece di offrire un’attenta analisi dei rischi, MIVILUDI si impegna in qualcosa di più simile a una crociata secolare, in cui alcune religioni sono tollerate e altre sono sistematicamente emarginate.
La costituzione francese impone una rigorosa neutralità religiosa. Lo Stato non può né appoggiare né opporsi ad alcuna religione. Tutte le istituzioni pubbliche sono vincolate a questo principio. La MIVILUDES, che si pone come custode dei valori repubblicani, dovrebbe essere tenuta ai più alti standard di imparzialità.
Vigilanza, sì. Cacce alle streghe, n.
Che uno sia d’accordo con le convinzioni dei Testimoni di Geova è irrilevante. Questa non è una questione di opinione personale o di preferenza religiosa. Ciò che è in gioco è l’integrità dell’informazione pubblica, la parità di trattamento di tutti i cittadini e la difesa dei principi democratici fondamentali.
Prendendo ripetutamente di mira una religione specifica, travisando le sentenze legali e omettendo fatti chiave, MIVILUDES non salvaguarda la Repubblica– lo sta minando. Forse il vero pericolo settario inizia quando un’istituzione statale si sente autorizzata ad accusare senza prove e a sbagliare senza conseguenze.
Da un’altra testata giornalistica news de europeantimes.news




